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IL PRIMO INCONTRO CON LA MONTAGNA MAGICA
di Corrado Barbieri

Tra i profumi piu'inebrianti trovo quello della mimosa. Pensiamo ora che intensità Può avere quello di una foresta di mimose. Quella che si attraversa in auto percorrendo l'autostrada che dal confine di Ventimiglia porta alla Costa Azzurra, alla Provenza, a Marsiglia ed oltre.Penetra inevitabilmente nell'auto e inebria, foriero di sogni che non troppo piu' tardi si possono avverare avventurandosi in una regione dal fascino irresistibile.

Era in maggio, giornata perfetta, e qualche decina di kilometri dopo,quando l'occhio spazia almeno altri cento kilometri, fui colpito da un punto di biancore,che li' per li' individuai come neve,pur chiedendomi se le Alpi di li' fossero visibili... e non lo sono. Era sempre davanti ai miei occhi per tutto il tragitto verso Aix en Provence,e solo dopo parecchio realizzai che cos'era. Una montagna,come di marmo, la St.Victoire. Man mano che le si gira intorno, di fianco,ci si rende conto della sua imponenza. Infatti e' alta piu' di mille metri,e intorno e' pianura,colline molto basse.
Ma se la mole e' senz'altro cio' che colpisce subito,altrettanto velocemente si e' colpiti dal fascino misterioso che emana.

Fu chiamata Saint Victoire, ufficialmente, due secoli fa, ma la radice del suo nome risale a millenni prima: forse dopo le le vittorie del console romano Mario sui Cimbri, forse intendendo rifugio di santi. Il massiccio presenta molte grotte, in cui pare si celebrassero prima strani riti pre-cristiani, e poi paleocristiani, fino ad essere rifugio di eremiti ed ospitare sulle sue pendici un convento e una chiesa. Ancora nell '800 si recavano in pellegrinaggio sulla cima ragazze in cerca dello sposo o madri di bambini malati.
L'aspetto piu' interessante e affascinante riguarda pero' il fatto di essere stata il soggetto di decine e decine di dipinti di pittori celebri e meno celebri.
Infatti ,la sua pietra chiara riflette tutti i colori della giornata, diventando rossa, rosa, di un bianco abbacinante, azzurra, e di nuovo rossa, poi violetta, blu cupo, e incredibile e ancora piu' misteriosa al chiaro di luna.

Lo studio di Paul Cezanne e' li' ,appena dietro di essa,alla periferia di Aix, e il grande artista la ritrasse 30 volte nei suoi dipinti ad olio e 45 in altrettanti acquerelli. Opere davanti alle quali ci si può fermare a contemplare per ore,come fece lui davanti alla montagna.
Regione magica la Provenza, con i suoi colori violenti,il mare blu intenso,la terra rossa con le viti bassissime, cosi' diverse dalle nostre.E guardando attentamente, si possono anche accarezzare quei sogni di cui dicevo, intravedendo tra queste viti e gli ulivi... il capello di paglia di Vincent Van Gogh, che con la sua andatura un po' goffa,torna alla casa gialla di Arles, non troppo distante da questi luoghi.