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Diabolik, chi sei?
di Tonino Monti


Tutti sanno quando é stata la prima apparizione in edicola di Diabolik, ma non tutti sanno da dove viene. Quindi se il primo novembre 1962 le sorelle Angela e Luciana Giussani, prime donne dell’editoria nel settore fumetti, lanciano il loro eroe mascherato, un po' in sordina in realtà, solo qualche anno dopo, una volta raggiunto un buon livello di vendite, nel 1968, sentono il bisogno di pubblicare uno degli albi cult della saga diabolika, quel “Diabolik, chi sei?” che svela le origini del Re del Terrore, in un faccia a faccia col suo nemico di sempre, l’ispettore Ginko.

Quindi comincia tutto da un’isola sperduta, un naufragio, un potente boss malavitoso e un salvataggio, viene trovato su una scialuppa calata in mare per metterlo in salvo, quel bambino di pochi mesi che sarà adottato un po da tutti gli abitanti dell’isola di King. Essi sono tutti criminali, quindi il destino del bambino è segnato, però saprà far tesoro degli studi a cui assiste, arrivando a inventare da solo il primo prototipo delle maschere di plastica, caratteristica principale del personaggio che lo rende inarrivabile.

Il giovane naufrago resterà sull’isola fino a quando non raggiunge l’età giusta per uccidere il capo, e andare via, quel King che al momento della morte paragona il suo assassino alla pantera Diabolik, animale che vive libero nell’isola e nessuno riesce a uccidere. Da qui il nome che renderà mito in futuro il giovane fuggitivo, prima nel Deccan e poi definitivamente a Clerville.

Questo in sintesi. Ritornando ai primi albi già dal N°3 (L’arresto di Diabolik) il Re del Terrore fa conoscenza con Lady Kant, è lei a salvargli la vita dalla ghigliottina , facendosi beffa dell’ispettore Ginko, dopo la prima cattura storica a cui il poliziotto giunge dopo la denuncia di quella che è stata la prima fiamma di Walter Dorian, nome rubato per crearsi un’identità in città. La ragazza si chiama Elisabeth, ma non è al corrente della vera attività del compagno, a differenza di Eva che conosce l’uomo proprio nell’atto di un furto, quello del suo diamante rosa.

“Tu sei la prima donna che sa che questo è il vero volto di Diabolik. Forse sto per commettere l'errore più grave della mia vita, ma tu sei la donna più bella e affascinante che abbia mai incontrato, e io amo il rischio e il pericolo”. Queste sono le parole che Diabolik dice a Eva la prima volta che mostra il suo vero volto. Facendo un salto temporale veloce negli anni successivi, vediamo crescere nel corso del tempo l’affinità collaborativa fra la coppia, con Eva che nei primi anni ‘70 comincia a rivendicare un ruolo più concreto a fianco del compagno, fino ad allora era stato un legame vissuto sulla fragilità emotiva della bionda criminale. Ma anche di lei scopriremo in albi pubblicati successivamente un passato burrascoso e movimentato. In tutto questo Diabolik deve ogni volta vedersela con l’uomo che gli da la caccia, quell’ispettore Ginko che in quanto a furbizia e intelligenza è il vero alter ego del criminale in calzamaglia nera, lui che in più occasioni si è trovato a un passo dal catturarlo, e molte altre volte dopo l’arresto lo vede fuggire con trucchi sempre più improbabili.

Due note sugli altri elementi caratteristici del fumetto. Il volto di Diabolik è ispirato all’attore Robert Taylor, mentre per Eva Kant, Angela Giussani ha voluto che si prendesse ispirazione da Grace Kelly. Diabolik usa molti trucchi per fuggire alla polizia che lo insegue, ogni volta diverso, molti montati sulla sua macchina, una Jaguar E Type nera che lo contraddistingue da sempre, mentre Ginko possiede una Citroen DS. Una curiosità sulla convivenza tra Diabolik e Eva nei primi anni, dopo un’apparizione nello stesso letto, a seguito di proteste dovute al fatto che la coppia non fosse sposata, è stato deciso di far dormire i due criminali in due brandine separate. Per concludere, dopo qualche numero anche Ginko incontrerà l’amore della sua vita , quella Altea di vallenberg che avrà spesso un ruolo importante nelle storie narrate, a differenza di Gustavo Garian, grande amico dell’ispettore Ginko sin dal primo numero, non che prima vittima del genio del crimine, protagonista assoluto a fianco di Ginko nei primi anni, andrà lentamente scemando la sua partecipazione, fino a porre fine alla sua esistenza in un numero recente de “Il grande Diabolik”, testata parallela al mensile, e relative ristampe, che esce due volte l’anno in un formato più grande, definito stile Bonelli per il formato del fumetto. Ne riparleremo.

Per il momento vi segnalo l’uscita inedita mensile del primo settembre, “Come una pantera”.



In un Paese sconvolto dal terrorismo e dalla guerriglia, un gruppo di turisti viene preso in ostaggio. Sanno di non avere scampo, sanno che saranno uccisi uno dopo l’altro. E tra di loro ci sono Diabolik ed Eva Kant.

Soggetto: M. Gomboli - A. Pasini - M. Iudica Sceneggiatura: D. Cajelli Disegni: M. Buffagni - G. Montorio - L. Merati Copertina: M. Buffagni