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BRETAGNA, TRA STORIA E NATURA
testo e foto di di Sabrina Petitjacques

“Amo la Bretagna vi trovo il selvaggio, il primitivo. Quando i miei zoccoli ricadono su questo suolo di granito, io sento il suono sordo, cupo e possente che cerco nella pittura.” - Paul Gauguin


Viaggiare è emozionarsi, vivere sogni e desideri. Andare alla ricerca di se stessi o del passato. E quando si trova quel posto che ti fa capire di essere vivo, non si può non tenerlo nel cuore per sempre.

Possono sembrare frasi fatte, ma è questo che si prova quando si passa qualche giorno in Bretagna, uno dei luoghi più magici e ricchi di storia della Francia. Se amate la natura, l'oceano, la cultura, le tradizioni, la buona cucina, la storia e le feste celtiche....la Bretagna è il luogo che fa per voi! Terra selvaggia e spazzata dal vento, antico regno indipendente, saprà catturarvi con la sua immensa bellezza.

Agosto, valigia e macchina fotografica pronte per partire. Partendo da Torino, attraverso la Francia direzione Pays de Loire, prima tappa Nantes.
Il mio viaggio inizia qui, dall'antica capitale del ducato bretone, separata dalla regione nel 1941 con un decreto del governo di Vichy e mai più riammessa. La Reine de l'Erdre, così come viene soprannominata, è una delle città più importanti di Francia: il clima atlantico, i bellissimi musei, il palazzo ducale e i numerosi café e pâtisseries, ne fanno una città dinamica e vivibile.
L'autobus mi lascia in Place Maréchal-Foch. Prendo la macchina fotografica e comincio a scattare qualche foto di questa immensa piazza, monumento dedicato ai caduti e alla colonna Luigi XVI. All'estremità invece scorgo gli archi rampanti della Cattedrale Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Nantes. Chi ama lo stile gotico francese non può non entrare in questa imponente cattedrale: le torri gemelle del 1500, gli archi rampanti, le vetrate istoriate policrome e l'altissima navata lasciano senza fiato ogni persona che vi si addentra. Il bianco marmoreo e le luci delle vetrate rendono il luogo magico ed estremamente spirituale. Chi ama la storia non può non spendere qualche minuto davanti l'immenso mausoleo di Francesco II e di sua moglie Margherita di Foix.
Uscita, decido di avventurarmi tra le stradine principali del centro della città e tra i suoi palazzi settecenteschi. Ciò che mi colpisce subito è la vitalità del luogo: i profumi che escono dalle numerose boulangeries, i suoni che provengono dai musicisti agli angoli delle strade e gli addobbi floreali cosparsi per la città. Tra bancarelle di frutta e verdura, gelaterie e tavolini, giungo in un piccolo centro commerciale in stile Belle Époque in rue de la Fossé. Ed è qui che mi ritrovo in uno dei luoghi più conosciuti e amati di Nantes. Se si muore dalla voglia di dolci non si può non andare da Gautier Débotté, maitre-chocolatier che produce la specialità della città, il muscadet nantais, una delizia di cioccolato, uvetta e liquore.
Dopo un'ottima baguette e un gelato (da tipica italiana), dedico il pomeriggio alla visita del Castello dei Duchi di Bretagna, costruito tra il XIII e il XVI secolo in stile medievale-rinascimentale. Per arrivarci passo nel Quartier Bouffay, centro storico della cittadina, antico quartiere in stile medievale che conserva ancora le tracce del suo antico passato. Oggi è un luogo estremamente vivo: negozi, bar e ristorantini abbondano in questo reticolo di stradine. Arrivo al castello passando sul ponte levatoio del candido castello della cittadina. Prima fortezza e caserma, eppoi palazzo ducale, è uno dei luoghi più importanti nella storia della Francia: luogo di nascita di Anna di Bretagna e sede dell'editto di Nantes. Dopo 15 anni di restauri, che ne hanno riportato l'antica bellezza, oggi il palazzo è sede del museo sulla storia di Nantes: manufatto più insolito... il reliquario d'oro e d'argento contenente il cuore della regina Anna di Bretagna.
Prima di partire non posso non passare accanto a uno dei luoghi più famosi di Nantes: La Fiandre Lu, il luogo in cui venne inventato il biscotto francese più amato, il petit beurre.
Il mio viaggio prosegue poi verso la Bretagna. Risalendo la costa verso ovest, il paesaggio comincia a farsi vario ed affascinante. Tra insenature, baie, penisole, isole, scogli battuti dall'alta marea, coste in granito e falesie, giungo nel Golfo del Morbihan. Il primo vero assaggio della regione bretone. La prima cittadina che visito è Vannes, piccolo centro che si affaccia sulle acque tranquille del golfo. Una delle più affascinanti città dell'intera regione, nonché sua prima capitale. Mi colpisce subito l'atmosfera medievale che ancora vi si respira: entrando dall'antica porta principale, Porte Prison, mi ritrovo in un luogo fuori dal tempo. Le mura di cinta, le porte fortificate, le piazze acciottolate e i vicoli stretti del centro mi riportano nel passato. Oggi Vannes è una cittadina ricca e allegra, luogo di visita di molti turisti.
Incomincio la mia visita al tramonto del sole. Entrando tra le strade acciottolate, comincio a visitare la città vecchia, pittoresco insieme di case a graticcio di tutti i colori (famosa la Maison de Vannes et Sa Femme, oggi buonissimo ristorantino tipico). Un tempo sede di negozi e residenze di mercanti, oggi le vie del centro ospitano ristoranti e boutiques di tutti i tipi: mi soffermo in un luogo decisamente particolare... ogni oggetto (fiori, oggetti di arredo, vestiti e decorazioni) sono realizzati con confetti coloratissimi!!! Tra una foto e l'altra, mi addentro tra i negozietti tipici del prodotti gastronomici bretoni (liquori, vini e biscotti), negozi di frutta, di cimeli storici e di libri antichi. Essendo amante dell'arte gotica non posso fare a meno di dirigermi a Place de Lices dominata dall'immensa cattedrale Saint-Pierre. Proseguendo verso sud arrivo nel luogo più importante della cittadina: Château de l'Hermine e i suoi magnifici giardini. In questo antico castello, costruito per i duchi di Bretagna, venne proclamata l'unione perpetua tra la Bretagna e la Francia nel 1532. Dopo il giro tra i bastioni scendo tra i giardini ornamentali: qui mi trovo di fronte a un vero paradiso di fiori e piante che ricreano gli stemmi del ducato bretone. Passeggiando lungo i fossati visito anche gli antichi lavatoi del XIX secolo.
Ormai il sole è quasi tramontato, scatto le ultime foto eppoi mi siedo tra i moli del porticciolo, tra pescherecci e imbarcazioni lussuose. Gli ultimi raggi di sole e la brezza oceanica chiudono un giorno meraviglioso passato tra storia e cultura.

Il giorno seguente decido di passare parte della mattinata immersa nella preistoria. Lasciata Vannes, mi dirigo a nord lungo la costa fino ad arrivare nella piccola cittadina di Carnac, la cosiddetta Stonehenge francese. L'entroterra della Baie de Quiberon ospita infatti una vera meraviglia preistorica, un complesso di alignements risalente al Neolitico. Mi trovo di fronte a 6 km di campi, ciascuno ospitante centinaia di menhir. Dopo una visita al museo preistorico, decido di visitare il complesso a bordo del trenino: si comincia dagli Alignements du Ménec, campo che ospita 1099 pietre. Zona più importante è il Quadrilatère: immerso nel bosco vi si trova il Gèant du Manio, menhir più grande e più importante. Passeggiando tra questi campi non si può effettivamente capire la grandezza del complesso preistorico; dal mulino in pietra presso uno dei campi si può però godere di una vista stupenda. Dopo aver scattato qualche foto tra i menhir, giungo al Tumulus de Kerkado, uno dei tumuli funerari più importanti di Francia. Ancora oggi non si sa molto su questo sito, ciò che è sicuro e che migliaia di anni fa, genti provenienti da tutta la Francia si recavano a Carnac per osservare le fasi della luna e delle stelle. Forse un po' quello che si fa ancora oggi...

Il trenino dopo averci fatto visitare il complesso megalitico, ci offre un piacevole giro sulla costa: ed è qui che tra sabbie bianche, ristorantini, barche a vela e surfisti immergo i piedi nell'oceano atlantico. Sole, mare e spiagge bianchissime rendono Trinité-sur-Mer e Carnac-Ville due dei luoghi balneari più esclusivi della regione.

Dopo essermi lasciata alle spalle la preistoria, proseguo verso nord per immergermi nel mondo dell'antico mercato del pesce in uno dei più grandi porti di pesca della Bretagna. Giungo così a Konk-Kerne, l'antico nome della cittadina Concarneau. Mi ritrovo in una piccola cittadina allegra e vivace, dove i profumi del pesce appena cucinato e della brezza marina si fondono. Tra i moli si trovano ancora gli antichi pescherecci con le tipiche reti color blu accesso e i gabbiani che vi si riposano.

Piccolo gioiello della cittadina che merita di essere visitato è la Ville Close, cittadella fortifica nel XIII secolo sulla costa, per proteggersi dagli attacchi inglese. Come in tutte le antiche cittadine francesi, arrivando davanti ai suoi bastioni mi ritrovo nel passato. Entro nella piccola città fortificata dal ponte di pietra che la collego con la terraferma, e qui mi accorgo di un fenomeno particolare: la marea... a mezzogiorno infatti le mure della cittadina sono completamente emerse dal fondo marino per la mancanza di acqua. Dopo qualche scatto alla baia e alla torre dell'orologio, vengo attratta dai bambini che si raccolgono attorno ai cannoni del relitto della Venus. Foto di rito... da veri pirati e marinai. Sopra il portone principale visito la Maison du Gouverneur, la residenza del capitano militare. Successivamente decido di godermi la città affollata di turisti osservandola dall'alto: immancabile il giro della cittadina dagli alti bastioni; ed è qui che scopro che oggi Concarneau è una cittadina con due anime. Quella legata al passato e alla tradizione marinara – non si può visitare la ville close senza fermarsi a mangiare il pesce, le cozze o le vongole nei tipici ristorantini del centro- e quella legata al presente, alla sua tradizione turistica. Scesa dai bastioni mi addentro in Rue Vauban....tra negozietti di cartoline, chioschi di gelato e crêperies, sono immersa in un mondo magico... decorazioni marine, statue, antichi edifici in pietra e le case coloratissime a graticcio sono gli elementi che caratterizzano Konk-Kerne. Se siete amanti della pesca e del mare è la cittadina che fa per voi: il museo della pesca, il Marinarium, la Conserverie Courtin (stabilimento per la lavorazione del pesce) e la festa des Filets Bleus l'ultima domenica di agosto sono quello che fa per voi.

Non si può andare in Bretagna senza passare del tempo immersi nel meraviglioso spettacolo della sua natura. Dopo aver visitato Concarneu ed essermi goduta il sole sulle sue spiagge, mi dirigo al tramonto verso la Pointe de Dinan, uno dei luoghi più suggestivi dell'intera regione. Non ci sono parole per descrivere l'immensa bellezza dei promontori, delle scogliere a picco sul mare e della natura più selvaggia. Dopo aver raggiungo l'estremità della punta....mi siedo per godermi il panorama, il suono dell'oceano, la brezza marina e i profumo dei fiori. Alla mia destra godo della vista suggestiva del litorale sabbioso dell'Anse de Dinan e del suo “Chateau”, un affioramento roccioso unito alla terraferma da un arco naturale. Alla mia sinistra invece scorgo la Pointe de Pen-Hir, famosa per la fila di faraglioni (Tas de Pois). La luce del tramonto rende ancora più magico lo spettacolo: l'arancione del cielo si fonde con il blu dell'oceano e con il viola dei fiori che ricoprono interamente questi faraglioni. Si è veramente fuori dal tempo, a contatto con le nostre emozioni e la forza della natura.


L'ultima tappa della mia breve visita in Bretagna è la cittadina settentrionale di Saint-Malo che si affaccia sul Canale della Manica. Cittadina fortifica, importante porto francese, è famosa per essere definita la “città dei corsari”, riferimento alla sua tradizione piratesca. Gli enormi bastimenti vennero realizzati dal famoso architetto Vauban per difendere la cittadina dagli attacchi degli inglesi. Bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, la cittadina fortificata ha ancora tutto il suo potere suggestivo di un tempo.
Di Saint-Malo visito solamente la parte più attrattiva, la cittadina intra muros. Perdersi tra le sue stradine è il modo migliore per scoprirla. Se volete immergersi nel passato marinaresco e piratesco della Francia del Settecento, Saint-Malo è la cittadina che fa per voi. Addentrandosi nelle sua stradine si vive ancora l'atmosfera di un tempo. La passeggiata lungo i bastioni è il modo migliore per incominciare la visita: da qui si può scorgere l'intera baia su cui si affaccia la cittadina. Si rimane immediatamente colpiti dalle antiche case settecentesche, dalle ville sontuose moderne e dal porto industriale, tre elementi che sembrano convivere in un perfetto connubio tra presente e passato. Sui bastioni ho una perfetta visuale delle stradine e del centro della cittadina. Capisco così di essere in un luogo estremamente vivace dove la buona cucina, il mare e la storia ne fanno da padroni. Dai bastioni faccio qualche foto alle affollate spiagge che circondano la cittadina, alle isolette e alle statue (quella di Jacques Cartier sul Bastion de la Hollande e quella di Réné Surcouf in Place du Québec) e ai cannoni che decorano la passeggiata. Una volta scesa, dalla Porte Saint-Vincent mi addentro nel cuore della cittadina. Prima tappa il castello della città fortificata. Costruito dai duchi di Bretagna e residenza della regina Anna, il castello si caratterizza per la torre fiabesca e per il museo che illustra la storia della città (reperti marittimi, modellini,..) e dei personaggi più illustri. Esperienza da fare assolutamente, la vista mozzafiato che si gode dopo aver affrontato le ripide rampe di scale della torre di vedetta.
Sontuosi palazzi dei mercanti e capitani di mare si affacciano su vicoli del centro storico, oggi sommerso di ristorantini e di negozi di souvenir. Una delle case più sfarzose è la Maison de Corsaire, costruita nel 1725 da Magon de la Lande, amministratore della Compagnia delle Indie.
I bombardamenti della guerra non hanno risparmiato l'imponente cattedrale Saint-Vincent, che ne uscì con danni molto gravi. Oggi la cattedrale che si può visitare è un connubio di elementi medievali e delle linee leggere che caratterizzano il nuovo rosone, e la nuova guglia dopo la ricostruzione del 1971. Se amate i grandi esploratori, la chiesa di Saint-Malo ospita la tomba del grande Jacques Cartier che nel 1535, nello stesso luogo, ricevette la benedizione per il suo viaggio alla scoperta del Canada.
Dopo la scoperta della cittadina è obbligo immergersi nei suoi negozietti: mi ritrovo così a esplorare i negozietti dei tipici prodotti bretoni, delle pâtisseries più famose e dei piccoli negozi-museo dei reperti marittimi. Perle della cittadina da non perdere sono poi la possibilità di visitare l'Étoile du Roy, vera fregata corsara del 1745, il Fort Nazional, la fortezza di Vauban che si trova su un affioramento roccioso, accessibile solamente con la bassa marea; infine l'ile du Grand Bé, luogo di sepoltura del famoso scrittore francese Francois-René de Chateaubriand, accessibile a piedi con la bassa marea.


Anche se il viaggio è stato breve, non dimenticherò mai questo luogo ricco di storia e di magia. Torno a casa con un sacco di esperienze ed emozioni: mi sono immersa nel passato della Francia, nella sua era paleolitica, nel suo settecento piratesco e nel medioevo dei grandi Duchi di Bretagna. Ho provato le sensazioni più forti passeggiando tra i promontori e le scogliere affacciate sull'oceano atlantico. E infine mi sono immersa nella sua cultura e nella sua gastronomia. Perché anche se la visiti per poco la Bretagna è un luogo che ti rimane nel Cuore.